Sciacallaggio

Che schifo leggere e ascoltare politici, opinionisti e giornalisti commentare a caldo quello che è successo all’hotel in Abruzzo.

Non voglio coprire colpe e responsabilità, ma possibile che in questo paese si riesca a ragionare solo sotto gli effetti delle ondate emotiva. La notizie sono poche e vaghe, le operazioni di soccorso sono in pieno svolgimento. Possiamo aspettare 12, 24 ore? Possiamo attendere che i particolari si delineino? Che senso ha fare processi se non abbiamo i dettagli di quello che è successo?

Un noto critico d’arte viene chiamato in una trasmissione per commentare il funzionamento della “macchina dei soccorsi” e si lascia andare a commenti perentori. La sindrome da bar sport attanaglia il nostro paese. Chiunque può dire qualunque cosa, purché lo dica ad alta voce e sappia aizzare il popolo.

E lo schifo più grande è rappresentato proprio dagli applausi del pubblico anonimo nelle varie trasmissioni che sottolineano le affermazioni più indignate.

Siamo un paese di indignati. Tanto bravi a criticare a vanvera ma poco bravi a cambiare realmente le cose.

Vorrei sapere quanti di quei politici, di quei giornalisti, di quegli opinionisti (e di quegli anonimi spettatori) fra un mese vorranno dedicare una piccola parte del proprio lavoro a migliorare realmente il dissesto “idrogelogico” del paese (parolone che va tanto di moda in queste situazioni), a far sì che si costruisca meglio e nei posti giusti, a contribuire al miglioramento organizzativo della protezione civile.

Criticare la macchina del soccorso è doveroso e importante, ma mi aspetto che si faccia a ragion veduta. Magari aspettare qualche ora in più per capire cosa realmente è successo potrebbe essere utile.

Vorrei vivere in una paese un po’ meno emotivo e un po’ più concreto.

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Analfabetismo costituzionale

In questi giorni di crisi di governo sta tornando in voga un’idea balzana secondo la quale gli ultimi governi italiani non siano stati votati dal “popolo”.

Parlo con persone, ascolto politici e fini analisti e continua a venire fuori la frase “non si può fare un altro governo senza elezioni”.

Tutte queste persone che si sono sperticate nella campagna per il no alla riforma costituzionale per salvare e preservare la nostra costituzione si dimenticano di un piccolo insignificante particolare: la nostra è una repubblica parlamentare!

I governi non sono eletti dal popolo ed i cittadini italiani non votano il governo o il primo ministro, ma votano i parlamentari.

Le crisi le governa il Presidente della Repubblica (altra figura non eletta direttamente) e sono i parlamentari a dare la fiducia o a toglierla.

Tra i tanti a cadere in questo errore, che secondo me indica un elevato livello di analfabetismo costituzionale, ho trovato anche Piergiorgio Odifreddi, famoso matematico e fine polemista.

Durante una trasmissione radiofonica (al minuto 36:24) testualmente dice: “[…] noi abbiamo avuto in questi 4-5 anni governi che appunto, come quello di Monti, come quello di Renzi stesso, che sono stati imposti dal Presidente della Repubblica […]”.

http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/paese-migliore/luci-lanterna-171513-gSLAVtmq7B

Cosa significa “sono stati imposti”? E’ il parlamento che vota la fiducia. Fino al termine della legislatura sono i parlamentari che decidono chi ci governa.

E senza vincolo di mandato! Mi vien da dire: “è la [nostra] democrazia, bellezza!”

O forse possono considerarsi democraticamente eletti solo i governi amici?

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Mainstream

Sta per concludersi un anno particolare…ho sbagliato cavallo in tutte e tre le elezioni importanti di questo anno: brexit, presidenziali usa e referendum costituzionale.

La cosa strana è che non sono parte dei poteri forti, non sono un esponente della establishment finanziara e non sono neanche iscritto al Bilderberg group.

Perché mi ritrovo dall’altra parte rispetto al mainstream?

Questa domanda mi tormenta dalla notte del referendum!

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5166

Sono i giorni che l’INPS ha impiegato a vagliare una mia domanda presentata nel lontano anno 2000!

Nel mio caso il ritardo non è stato grave. Ma provo ad immaginare il processo burocratico che ha seguito la mia domanda: uffici, impiegati, dirigenti. Quante persone avranno letto la mia domanda, in quanti uffici sarà passata, e quanti soldi sarà costata?

Oppure  la mia domanda è stata archiviata fin da subito in un polveroso armadio e casualmente qualcuno, qualche mese fa, ha avuto la brillante idea di guardare dentro a quell’armadio?

Perché noi cittadini continuiamo ad accettare di vivere in un paese che non funziona. Perché non riusciamo a modificare nulla?
Perché il mondo sembra andare avanti…e noi inesorabilmente sempre più indietro?

Ah….la mia domanda è stata accettata!

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Periodo ipotetico del terzo tipo

In questi ultimi mesi il dibattito all’interno del PD fra la vecchia guardia ed i rottamatori si è inasprito notevolmente.

Ma la frase più surreale l’ho sentita uscire ieri dalla bocca di Fassina. Alla richiesta di commentare le frasi della collega di area politica Rosy Bindi sulla fondazione di un nuovo partito il Fassina rispondeva con una perla di incomprensibilità: “Le ho parlato, mi dice che la sua è, come dire, UN PERIODO IPOTETICO DEL TERZO TIPO”.

Quando ho sentito la frase pensavo si trattasse di una battuta, ma il politico era serio…..tremendamente serio.

La frase di fassina ha un merito: sono andato a rispolverare le mie ormai dimenticate nozioni di grammatica.

Se la speranza per i poveri, i disoccupati, gli emarginati deve arrivare da questi politici….siamo messi veramente male!

http://www.tg.la7.it/repliche-tgla7?id=141911 (dal minuto 9:25)

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Affascinante

Sul sito Giornalittismo ho trovato il riferimento ad una bufala che sta facendo il giro della rete: la presidentessa della camera avrebbe comunicato  che i festeggiamenti nelle scuole in occasione del Natale sarebbero stati vietati (la frase accredita è stata modificata: nel primo post era “Festeggiare in Natale nelle scuole sarà vietato per rispetto delle altre religioni” con il link ad un vecchio articolo de Il Giornale dove la politica non è nemmeno citata, nel secondo diventa “Festeggiare il Natale nelle scuole sarà vietato perché Babbo Natale non esiste! Ermes Maiolica augura buone feste a tutti i Boccaloni.“.

E’ affascinante osservare la reazione di migliaia di persone (al momento su FB 1582 post di risposta).

Ho letto i 50 top comments e la maggior parte sono messaggi indignati.

Mi chiedo cosa scatti nella mente di queste persone: leggono una dichiarazione piuttosto surreale inserita in un messaggio proveniente da una persona che molto probabilmente non conoscono e questo basta a scatenare le reazioni più triviali: dalle reazioni apparentemente “razionali” (tipo, gli stranieri devono rispettare le nostre tradizioni come noi rispettiamo all’estero le loro!?!) a quelle più aggressive (tipo, a casa nostra festeggiamo quello che vogliamo, se non vi va bene andatevene) a quelle più farneticanti e irripetibili (e secondo me anche penalmente rilevanti).

E si che l’autore aveva già dato la chiave di lettura nel messaggio modificato  salutando con un “buone feste a tutti i Boccaloni”.

Basterebbe usare un po’ meglio la rete per non credere ad ogni notizia inviata.

Ancora più affascinante l’interpretazione complottista: “Leggete prima di cascare nei tranelli…stanno inquinando volontariamente anche la rete per farvi sembrare degli imbecilli che chiacchierano a vuoto!“. Fantastica.

Un’ultima osservazione: ma è possibile che così tante persone si lascino andare a frasi ingiuriose ben sapendo di poter essere rintracciati senza problemi e nella maggior parte dei casi avendo il proprio nome e cognome associato al messaggio.

Questi post potrebbero essere la base di un saggio di antropologia.

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40 minuti

Sono i minuti che ho trascorso in un ufficio postale per effettuare un’operazione per me assurda.

Sono titolare di una carta di credito postepay. Essendo scaduta, ad agosto ho richiesto il suo rinnovo e qualche giorno fa (ci sono voluti quasi 2 mesi!!!) mi arriva a casa la nuova carta.

Oggi telefono al numero verde per attivarla e dopo ca 5 minuti persi nei meandri del call center mi dicono che il mio documento di identità è scaduto e quindi devo andare in un ufficio postale per aggiornare il documento (ovviamente non posso inviarlo via fax o posta elettronica!).

Vado nell’ufficio postale: 15 minuti di attesa (avevo solo 3 persone davanti a me).

Finalmente arrivo allo sportello e procedo all’aggiornamento. Ci sono voluti 25 minuti per svolgere questa operazione!

Non ho parole.

PS: ovviamente l’attivazione della carte non può essere eseguita nell’ufficio postale ma solo via call center!

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