la paghetta

Ieri ho scoperto che il mio comune ha organizzato un pulmann gratuito per recarsi alla marcia della pace.

Non ho nulla contro la marcia della pace, anzi.

Ma mi chiedo: quand’è che i cittadini hanno dato mandato al pubblico di organizzarci la vita?

Mi spiego: possibile che un gruppo di cittadini non sia in grado di organizzarsi e pagare una piccola quota per partecipare ad una manifestazione senza passare attraverso la mediazione pubblica?

Ancora: perché un ente pubblico deve usare i soldi del cittadino per dare un servizio gratuitamente che, tra l’altro, può essere usufruito solo da una minuscola porzione di cittadini?

Questo comportamento degli enti pubblici ci trasforma tutti in una sorta di eterni adolescenti in attesa della paghetta settimanale: aspettiamo il contributo pubblico per avere una casa, per andare a scuola, per formarci, anche per andare a partecipare ad una manifestazione.

Il problema è che se parlo con 10 persone di questi argomenti, 9 sono d’accordo per questo tipo di intervento da parte del pubblico. Siamo così assuefatti alla presenza dello stato che non riusciamo a pensare ad un’organizzazione sociale che non lo preveda.

Ma c’è qualcuno la fuori che ritiene immorale che lo stato ci organizzi la vita in questo modo?

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